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Pompili Michele ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ): A CANTINA DE' DALMAZIO

O tu che sali sopra il colle bello
dov'è sito il paese de castello
tu scopri un panorama assai modello,
e assaggiar potrai un vin assai novello
che te farar tornar monello.

Ammirar il nuovo e il vecchio bel castello
con gli antichi torrioni e rivellini,
l'antica badia dimora dei benedettini
tranquillamente potrai,
se troppo visciolato non berrai.

Inebriato dal profumo dei vini
vedrai cime di monti in lontananza
poggi e colli fioriti tutt'intorno
così che bello sarà dimorar qui un giorno,
co' na crescia n'tela panza
un bicchier di vino e' n passo de danza.

Me dispiace ditte na' cosa chi da Dalmazio
pe' bè 'l verdicchio se paga dazio,
Ma in fondo, que voi che sia 'na moneta e mezza,
pe'n momento de svagatezza.
Allora metti ma al portafogli con leggerezza
che pe stà 'olta 'l core 'nte se spezza.

"Oste già so' che come il sole senza raggi non risplende,
così il vino senza soldi non se vende.
Pe' bè 'l verdicchio con tutto il core pago dazio.
Ma oste, te prego, damme Vino finchè piove o son sazio,
e per la tua cortesia già te ringrazio..."

"Ringraziamo tutti insieme Dalmazio
che cià concesso sta grotta e il suo spazio,
dove se bee el vì, finchè uno non è sazio."


Pompili Michele

Lunedì 13 Luglio 2009

 

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